AZZATE
La leggenda della Chiesa della Madonnina del lago

L'edificazione della
chiesa della Madonnina del Lago ad Azzate
è oggetto di una bella leggenda.
Si racconta infatti di
Niero delle Rose, un cavaliere di ritorno
dalle crociate, che percorreva queste lande in una notte buia. Faceva molto freddo,
tutt’intorno solo ghiaccio e desolazione, e, lontano, sulle colline, gli ululati
dei lupi alla ricerca di cibo. Ma il nobile cavaliere andava per la sua strada,
condotto dai sentimenti del suo cuore e dall’amore per la sua bella sposa dai capelli
d’oro. Durante la lontananza il suo ricordo gli aveva allievato la solitudine e
ora non vedeva l’ora di riabbracciare la fiorentina Fazia degli Oberti, al sicuro
in un castello della Valtravaglia.
Nulla e nessuno poteva fermare il crociato che, con il suo fido cavallo, attraversavano
di gran carriera le terre che lo dividevano dal tanto atteso abbraccio.
Ad un tratto davanti a lui apparve un vastissimo campo ricoperto di neve e partì
al galoppo per attraversare quella grande prateria.
Alla fine intravide alcune case e si avvicinò confidando in qualche buon’anima che
offrisse una calda vivanda per rifocillarlo prima di riprendere la strada.
E’ un contadino di Azzate a dare aiuto al cavaliere che, ascoltato il racconto del
viaggio, gli dice del terribile rischio che ha corso. Il vasto campo ricoperto di
neve non è una prateria, ma il lago ghiacciato che avrebbe potuto in qualsiasi istante
sgretolarsi sotto il peso del nobile e del suo cavallo. Niero delle Rose impallidisce,
si rende conto di aver scampato per miracolo la morte. Grato alla sua buona stella,
ma soprattutto alla Madonna che lo ha protetto, Niero lascia al contadino una borsa
di denari perché venga eretta una cappella, in voto, proprio nel punto che egli
aveva raggiunto incolume al termine della sua forsennata corsa.
Oggi in questo luogo si trova la cappella della Madonnina del Lago.

La stessa leggenda che viene legata alla fondazione della
chiesetta della SS.
Trinità a Gavirate, con l’unica differenza di un percorso opposto compiuto
da un altro glorioso cavaliere.
La popolazione ha però sommato queste due storie per crearne una terza, la quale
altro non è che la somma delle precedenti. Il racconto parte da una notte fredda
e buia che vede due cavalieri, provenienti dalle sponde opposte, che s’incrociano
al centro del lago. L’uno insegue l’amore, l’altro sta compiendo una missione per
il suo popolo. I due sbattono l’uno contro l’altro e subito ne nasce una contesa
per sapere chi abbia il diritto di precedenza. Entrambi hanno un valido motivo,
viste le leggi della cavalleria, per pretendere di passare per primi e, dato che
la questione non si risolve, passano subito alle armi per arrivare a una soluzione.
I due non sanno di lottare sopra un lago ghiacciato e la contesa prosegue per tutta
la notte senza che ne emerga un vincitore. Alle prime luci dell’alba uno dei due
cavalieri sferra un colpo che si conficca nel ghiaccio e d’un tratto sotto i loro
piedi si apre una voragine che li inghiotte. I due cavalieri, ricoperti dalla loro
pesante armatura, non hanno possibilità di salvezza ed anzi un contadino di passaggio
raccontò di aver visto i due combattenti procedere nella contesa anche mentre stavano
per sprofondare nelle acque ghiacciate del lago.
Per maggiori informazioni
Festa della Madonnina del Lago