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CUNARDO
Una storia antica
Le origini di Cunardo sono senz'altro antichissime,come si apprende anche dagli
scavi del 1951 dai quali sono emersi tratti di una strada celtica proprio nel punto
in cui veniva a biforcarsi: da un lato si procedeva in direzione di Varese e dall’altro
sulla collina che ai tempi ospitava un sicuro baluardo.
Nell’odierna località denominata “Castelvecchio” sorgeva un castello
fatto erigere nell’VIII secolo dai Longobardi e prima che gli incendi per ben tre
volte lo colpissero - nel 1164, nel 1447 e poi solo settant’anni dopo, signori milanesi
tra cui anche i Visconti, seppero sfruttare le sue potenzialità difensive. L’influente
casata governò qui direttamente e poi anche con l’ausilio di altre famiglie aristocratiche.
In seguito i cunardesi affrontarono con coraggio le lotte risorgimentali per la
libertà e le loro gesta furono tutt'altro che marginali.
E' doveroso ricordare per primo lo studente Pietro Pirinoli fu ucciso nel 1848 dalla
cruda ferocia degli austriaci mentre partecipava alla rivolta di Milano.
Un altro cunardese, G. Giracca, vantò incarichi di responsabilità sotto il comando
di Garibaldi; partì infatti alla volta della Sicilia per sorreggere la voglia di
libertà. Lo stesso eroe di Caprera acclamato dalla folla soggiornò a Cunardo dove
ancora una volta gli abitanti colsero l’occasione per dimostrare il loro valore:
la banda, nata solo da pochi anni, scortò le truppe garibaldine che proseguivano
per Varese.
L’Ottocento apportò a Cunardo una base economica più solida e redditizia: vigneti
e alberi da frutta delle più svariate qualità rappresentano solo un aspetto della
sua prosperità.
Nascono poi le prime ma subito numerose industrie, quelle della maiolica, della
carta e della seta rappresentano le più importanti.
Vanto di Cunardo è poi l’industria della ceramica, da sempre punto di attrazione
per gli artisti locali.
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